Io e Te: Bertolucci is back.

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Bertolucci è tornato a dirigere un film a nove anni dal celeberrimo The Dreamers, e torna con un film decisamente intimista, fin dal titolo, Io e Te.

Presentato fuori concorso a Cannes, Bertolucci ha tratto la sceneggiatura dal già celebre romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti.

Io e te è la storia di un quattordicenne, Lorenzo (Jacopo Olmo Antinori), antisociale per vocazione o (a detta dei genitori, o del Super Io dello stesso) narcisista, che invece di andare a passare una settimana sulla neve con la sua classe decide di chiudersi nella cantina della propria abitazione, all’insaputa dei (borghesi) genitori. Ma qualcosa va storto e quando nella cantina si palesa la sorellastra, Olivia (Tea Falco), scatta la necessità di convivenza che porterà i due a conoscersi e a conoscere il mondo l’uno con gli occhi dell’altro.

Al buon Bernardo piacciono, e tanto, i giochi di sguardi, i raccordi sui riflessi, ma di certo non ci ha mai abituato a storie complicate o dalla troppo cervellotica interpretazione, e quest’ultima opera conferma questa visione.

Esplora un universo già ampiamente scandagliato da Bertolucci, la chiusura in un mondo altro, la fuga dalla socialità per ritrovare qualcosa che sembrava perduto o che forse nei rapporti sociali è semplicemente poco rintracciabile: tema già ben riconoscibile fin da Ultimo Tango a Parigi, nel quale Marlon Brando e Maria Schneider si chiudono dentro un appartamento parigino per ri-scoprirsi e ri-conoscersi.

Un appartamento, un interno: è qui che Bertolucci si trova a suo agio, negli spazi cavernosi e labirintici nei quali far passare la sua macchina da presa, veloce dietro i personaggi o per i fatti suoi, quasi come una spia, e quale miglior occasione di una cantina buia per indagare nel pluralismo delle nascoste pulsioni umane e soprattutto di quelle giovanili?

I giovani interessano da sempre al Bertolucci più intimista, non quello dei grandi saggi storico-politici à la Novecento o l’Ultimo Imperatore, ma quello appunto del film del 2003, di The Dreamers: anche qui stesso gioco: tre giovani si chiudono in un appartamento per crearsi la loro ribellione, artistica, relazionale, culturale.

Ma Io e Te ci pare molto diverso da The Dreamers, più semplice, meno artefatto, decisamente molto meno ruffiano e con più contatti veri con la realtà e molta meno cinematografia al suo interno, o forse, almeno, molto più celata: il fermo immagine finale ci rimanda infatti alla già celebrata Nouvelle Vague dei Quattrocento Colpi di Truffaut.

Non è possibile non menzionare  anche Io Ballo da Sola: una splendida Liv Tyler ritrova e perde un pezzo di se stessa fuggendo in una villa della campagna toscana. Ma qui Tea Falco non balla da sola, sulle note di Ragazzo Solo, Ragazza Sola (versione mogoliana di Space Oddity di David Bowie), non a caso due nomi e due aggettivi declinati in due generi diversi, è infatti accompagnata dalla sua naturale controparte maschile.

E parlando di colonna sonora, Bernardo ci stupisce a sufficienza, anche se non si smentisce con il rock cui già ci aveva abituati nei due film precedenti: si va dal già citato Bowie ai Red Hot Chili Peppers, dai Cure che si ascolta Lorenzo in cuffia agli Arcade Fire (!).

Io e Te è una sintesi di un modo di filmare che da sempre è proprio del regista, anche se spesso a fasi alterne: lo scandaglio di spazi angusti che diventano spazi interiori, la fusione dei caratteri nella convivenza, alle volte forzata, alle volte eccessivamente desiderata.

Olivia e Lorenzo come due entità interscambiabili, già dai titoli di testa, dove la scritta Io e Te scorre a destra e sinistra a scambiarsi, in una perifrasi che è leggibile anche al contrario, la completezza e l’assolutezza di un noi che mai viene menzionato, ma è sempre costantemente sotteso.

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8 thoughts on “Io e Te: Bertolucci is back.

  1. Ciao Irene, innanzitutto complimenti per il blog!
    Non vedo l’ora di leggere qualche altra tua recensione per capire che tipo di cinema ti piace. E’ bello vedere tanto entusiasmo in questo bellissimo ambito. A me ha aiutato a capire moltissime cose del mondo e della vita. Anche io vado molto spesso al cinema, appena escono i film ovviamente 🙂

    Un caro saluto,
    Emerald

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