Love is all you need. Almeno a Natale!

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Eccoci qua a Natale, intanto auguri a tutti e spero che il cibo non offuschi completamente i vostri sensi come sta accadendo a me, che non so esattamente per quale miracolo riesco a mettere in fila qualche parola. Comunque.

Questo Natale il cinema me lo salto a pie’ pari, ma nei prossimi giorni interverrò sicuramente, visto che bramo di vedere Vita di Pi di Ang Lee, La Parte degli Angeli di Ken Loach (uscito da un po’ e mi coglie ovviamente in ritardo!) e The Company you keep di Robert Redford (ho letto di “la sua miglior regia”…).

Però, onde evitare di rimanere troppo indietro, giovedì mi sono sparata Love is all you need, il nuovo film della regista danese Susanne Bier, uscito, appunto, giovedì (a volte il mio tempismo per delle cose di cui mi importa relativamente poco mi spaventa…).

Una donna, Ida, è appena uscita da un periodo di malattia, ma non sa ancora se è riuscita a sconfiggerla. Viene tradita dal marito e la figlia Astrid si sta per sposare. E’ così, al matrimonio che incontra Philip, imprenditore di generi alimentari (arance e limoni) e padre dello sposo, che possiede una villa a Sorrento, dove il rito verrà celebrato.

La storia procede ma procede fiacca e lenta, una sceneggiatura che non si innalza mai a livelli che vanno oltre la lieve risatina, solo la fotografia regala qualche bella inquadratura anche grazie all’ambientazione italiana della costiera napoletana.

Ma tutto è zeppo di luoghi comuni, dalla trama facilmente intuibile nei suoi risvolti e addirittura nelle sue risoluzioni finali, a certa Italia che si vede nel film, fino alla caratterizzazione dei personaggi assolutamente privi di connotati psicologici forti ma reclusi alla fissità del genere (speravo un po’ di più nella protagonista femminile, ma niente!). Gli attori più giovani, che interpretano i due sposini sono assolutamente inespressivi e totalmente inefficaci nei loro ruoli.  Di italiani rivediamo il Ciro Petrone di Gomorra nel ruolo abbastanza “atipico” per la sua faccia.

Non si riscatta neanche la colonna sonora, con un That’s Amore che risuona in ogni scena un po’ come La vie en rose nei film parigini.

Insomma, inutile azzardare con un montaggio che scimmiotta la Nouvelle Vague col suo jumpcut se poi si cade nell’ovvietà e nella banalità a ogni angolo.

Insomma, la Bier è meglio che torni ai suoi drammoni e che lasci la commedia a chi sa meglio farla (Hollywood ad esempio?). Ma, a proposito di commedie sentimentali in salsa nordica, vi consiglio un film che era in concorso a Europacinema dal titolo “Love and other troubles“, di Samuli Valkama, made in Finlandia. Più scorrevole e meno banale di questo.

Buon Natale readers!!!!!! Prima di Capodanno vi posto la mia TOP FILM 2012 per cui preparatevi a criticare! 🙂

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2 thoughts on “Love is all you need. Almeno a Natale!

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