Upside Down – quando i film son fatti coi piedi

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AGGIORNATO AL 4 MARZO

Ciao a tutti, il tardo pomeriggio di ieri mi ha portato dopo un po’ di tempo in sala, inizialmente per vedere la fresca di Oscar ai migliori costumi Anna Karenina, anche se, come giustamente mi è stato fatto notare dal mio accompagnatore, era meglio darsi al trash vista la pesantezza già subita nella settimana da parte di elezioni, spogli, ingovernabilità eccetera. Per questo i nostri gusti si sono diretti altrove, e più esattamente verso un’uscita della settimana, Upside Down, un film di Juan Solanas, che si è rivelato essere non solo trash ma anche uno dei più brutti che io abbia visto dai tempi di Biancaneve e il cacciatore.

La storia è narrata da Adam (Jim Sturgess), abitante di un mondo che sfida ogni logica della fisica, in realtà due mondi vicini e contrapposti che si bilanciano tra loro in materia e antimateria, con un mondo “di sopra” agiato e ricco che vende energia al mondo “di sotto”, che somiglia tanto a qualche romanzo di Dickens, in cambio dell’estrazione di petrolio. Ovviamente gli abitanti dei due mondi non possono avere contatti (perché, non si capisce bene in virtù di che cosa, se rimangono per troppo tempo nell’altro mondo, iniziano a bruciare) e puntualmente invece i nostri protagonisti Adam e Eden (Kirsten Dunst) si innamorano e si lanciano in un’avventura per la serie “quando l’amore è più forte della forza gravitazionale”.

Fin qui niente di strano, ovviamente coi disaccordi del caso dei fisici più pedanti, anzi, la trama sembra accattivante è l’idea è buona, il problema sorge quando ci si accorge che passano 10, 20, 30 minuti e non succede assolutamente niente. Neanche una revoluciòn à la In Time (che pure odorava di boiata ma alla fine mi si salvava!), o qualche bel colpo di regia e soundrack come Inception, o del dramma crudo e puro come era stato per il simile anche se molto più valido e molto più indie Another Earth.

Ci sono solo buchi di sceneggiatura giganti, passaggi incomprensibili, ruffianerie furbette e scene che, se mostrate per qualche secondo potevano essere definite suggestive, ripetute per minuti e minuti con tanto di limonate infinite tra i due protagonisti diventano davvero disgustosamente kitsch.

Niente funziona, neanche la recitazione della Dunst che di solito rende prove degne di nota sia in film più pretenziosi (tipo il per certi versi simile a questo – almeno nella trama –  Melancholia di Von Trier) che in altri più leggeri (viene in mente Elizabethtown di Crowe). Il finale è tra i più asensati di cui io abbia memoria, veramente appiccicato lì col patafix senza alcun motivo valido…

Io consiglio sempre di vederli i film, a tutti, anche se a me hanno fatto schifo, poiché penso che i gusti siano molto relativi, ma questo mi è ostico dire di andarlo a vedere. Veramente. Solo se volete farvi due risate, perché davvero, il contenuto trash di certe sequenze ne scatena.

A presto!!

ps. Le musiche sono dei Sigur Ròs, non ho parole.

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3 thoughts on “Upside Down – quando i film son fatti coi piedi

  1. Visto ieri sera. Che delusione. L’idea di base era anche buona ma l’hanno proprio sprecata. Incongruenze, buchi e quel finale assurdo e appiccicato. Mi e’ piaciuto abbastanza dal punto di vista estetico ma per il resto fa acqua da tutte le parti. A cominciare dalle tre leggi che non vengono rispettate neanche dal regista stesso (per esempio con il cibo).

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