La Madre, l’horror di famiglia

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Il rapporto conflittuale di Irene con gli horror non nasce dal fatto che le incutano timore o qualche paura, quanto al fatto che, spesso, specie negli ultimi anni, o la fanno molto ridere, o la fanno vomitare (e non dallo spavento)… Quando è fatto bene l’horror mi piace, e  molto: è un cinema puro, un cinema che ti arriva dritto nello stomaco. Inutile citare Argento o Rosemary’s Baby di Polanski, o Friedkin o Raimi… ma che è successo da un po’ di tempo a questa parte?

Preparandomi alla disfatta sono andata a vedere La Madre, film di Andy Muschietti, prodotto da Guillermo del Toro (già regista de Il labirinto del fauno, che però non ho visto), con protagonista una super rocker Jessica Chastain.

La storia è quella di due sorelle che vengono lasciate dal padre, suicida, in un rifugio di montagna, le quali vengono ritrovate dopo cinque anni in uno stato di abbandono totale e in uno stato selvaggio e prese in cura dagli zii. Tuttavia qualcuno ha sostentato alle loro necessità  e, una volta che le bambine vengono ritrovate, vuole continuare a farlo.

Un horror alla fine molto “buono”, dai nobili sentimenti, quasi da risultare senza mordente; il grosso problema del film non è tanto la qualità che anzi, è buona anche se molto standardizzata a parte in uno o due casi, le prove attoriali pure sono abbastanza di qualità specie nelle due bambine (la più piccola, particolarmente inquietante) – il problema sta in una trama ripetitiva all’eccesso e già vista, senza ambiguità che potrebbero portare a dei risvolti interessanti, con una prima parte con qualche pov qua e là e le solite trovate che non fanno più paura a nessuno (accelerazione improvvisa, musica invadente, battiti di ciglia e sguardi inquietanti) e una seconda che sempre più tende al lacrimevole e infatti va a parare in un finale certamente un po’ fuori dai dettami dell’horror, ma che rientra nella categoria Tim Burton per realizzazione e sostanza.

Insomma non certo un film che possa riscattare le sorti dell’horror contemporaneo (del resto, se non trova il modo neanche Argento – vedi il suo ultimo Dracula…), e per quanto si scomodi anche Pudovkin nel titolo (ma solo in traduzione italiana, I think: non ci avranno pensato…) le avanguardie stanno da ben altra parte.

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