I migliori film del 2013 secondo Irene (2nd year version)

Per il secondo anno mi trovo in dovere (di che entità sia questo dovere tuttavia non sono in grado di dire esattamente, ha quasi una matrice kantiana da legge morale dentro di me e cose del genere se mi sono spiegata) di fare una summa delle visioni più piacevoli e soprattutto più fertili dell’anno appena trascorso. Come lo scorso anno, prenderò in considerazione film usciti in sala in Italia durante tutto il 2013, anche se sono stati prodotti nel 2012.

Ho imparato che tanto le motivazioni non importano a nessuno per cui sotto col listone intanto, dalla 10 alla 1

10

Venere in Pelliccia – di Roman Polanski

9

Holy Motors – di Léos Carax

8

Che strano chiamarsi Federico! – di Ettore Scola

7

La vita di Adele – di Abdellatif Kechiche

6

Gravity – di Alfonso Cuaròn

5

Solo Dio Perdona di Nicholas Winding Refn

4

Come pietra paziente – di Atiq Rahimi

3

Re della terra selvaggia – di Benh Zeitlin

2

Spring Breakers – di Harmony Korine

1

La grande bellezza – di Paolo Sorrentino

In prima posizione Sorrentino perché mi ha stupito, perché è giusto, perché Servillo è gigantico, perché Paolo gira come sanno fare pochi e perché, nonostante tutto, ravvedo qualche parvenza di onestà in quello che racconta. La prima posizione se non fossi stata così innamorata di Servillo sarebbe andata a Spring Breakers, stupefacente film di Korine passato piuttosto in sordina e travisato dai più, ma proprio questo lo ha reso più coraggioso nel suo spingersi oltre il senso comune del bello e del ‘trash’, con sbalorditive capacità di fondere questi due aspetti, due facce di una stessa medaglia. Re della terra selvaggia (opera prima di Benh Zeitlin) è forse il più lirico del podio, gran parte del mio giudizio va alla colonna sonora composta dal regista stesso.

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Ho evitato gli ex aequo quest’anno anche se è chiaro che alcuni film, non presenti nella lista, sono comunque stati abbastanza apprezzati dalla sottoscritta, per fare alcuni esempi, No, film cileno di Pablo Larraìn, Miele, della Golino, Il lato positivo di David O’Russell, Educazione Siberiana di Salvatores,  Les Misérables di Tom Hooper, e il non nominato Django Unchained perché Tarantino nelle classifiche è inutile mettercelo.

Sul fronte ‘non visti’ ovviamente la mia lista è lunga, e tra quelli che più fanno sentire la propria assenza a mio parere c’è Il Passato di Farhadi, The Grandmaster di Wong Kar Wai, il Leone d’Oro a Venezia Sacro Gra di Gianfranco Rosi, e Lo sconosciuto del lago, messo al primo posto quest’anno in questa medesima top ten dei Cahiers du Cinema (e da me stra-snobbato, vedi un po’).

Per la lista ignobile dei film che più mi hanno deluso, invece, alcuni titoli potrebbero essere Il grande Gatsby di Baz Luhrmann, Moebius di Kim ki Duk, Bling Ring della Coppola (i casi più eclatanti, o meglio, quelli dai quali mi aspettavo veramente qualcosa di diverso), mentre quelli che bene o male hanno seguito l’idea che mi ero fatta pur non positivizzandola sono stati Lincoln di Spielberg, Qualcuno da amare di Kiarostami, To the Wonder di Malick, Treno di notte per Lisbona di Bille August.

Tutti i film citati hanno il link della loro corrispettiva recensione laddove fosse stata scritta, quindi sentitevi liberi di linkare se volete approfondire.

Auguri a tutti i lettori per l’anno nuovo, e speriamo in belle visioni per questo 2014.

A presto!

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